Commento Liturgia - Santa Maria della Consolazione

Parrocchia Santa Maria della Consolazione
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Commento Liturgia

Catechesi

IL VANGELO DELLA DOMENICA
commento di don Fabrizio

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XXIX Domenica del T.O. – Anno A

Dal libro del profeta Isaìa (Is 45,1.4-6)
Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: «Io l’ho preso per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso. Per amore di Giacobbe, mio servo, e d’Israele, mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca. Io sono il Signore e non c’è alcun altro, fuori di me non c’è dio; ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci, perché sappiano dall’oriente e dall’occidente che non c’è nulla fuori di me. Io sono il Signore, non ce n’è altri».

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,15-21)
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»

Tante volte ci scandalizziamo del potere che vediamo in mano a poche persone. Ci stupisce come in un pugno di uomini si concentrino i destini di tutti. E’ stato così nel passato, lo è oggi e lo sarà domani. «Cesare» è il mondo che obbedisce alle leggi della moneta terrena, quel sistema di ingiustizie e prepotenze nelle quali la vita umana paga tributo. «Cesare» spesso è il nome del declino di istituzioni politiche ed economiche che uomini decaduti piegano a loro beneficio per mantenere le posizioni di privilegio.

Tutto questo è evidente non solo nelle dittature conclamate ma purtroppo a tutti i livelli. Infatti si percepisce come la brama di potere sia viva anche nelle comunità, nelle famiglie e nelle persone che si considerano libere ma che in realtà sono schiave di logiche nascoste e lontane dalla verità di Dio e perciò tradiscono i fondamenti della dignità umana.

E qui ci siamo proprio tutti dentro perchè la moneta di Cesare è nelle nostre tasche come simbolo di oppressione combattuto dal Signore. Tutti siamo stati creati nella vita naturale, e soprattutto nel Battesimo, ad immagine della Carità Divina. Ma poi sulla scia del peccato originale ci siamo logorati lentamente e le buone intenzioni, si sono inchinate davanti alla Città Terrena. Cesare ci ha marchiati con quel segno sulla fronte dell’inconsistenza spesso tanto ricordato nelle pagine dell’Apocalisse.

Magari non lo abbiamo sempre voluto, ma ci siamo infilati alla corte dei re terreni, delle mode e delle superficialità da cui è sempre più difficile uscire, impossibile senza l’aiuto del Vero e Unico Re: Gesù Cristo. E’ una cosa seria il peccato e le tentazioni. Il Signore non sarebbe finito in Croce se la nostra liberazione fosse stata una passeggiata.

Tuttavia la Provvidenza si serve di Cesare, che può avere tanti nomi: quelli di uomini che magari, pensando di fare solo i loro interessi, in realtà compiono i disegni di Dio. Ma per fortuna ci sono anche tante persone, che animate dalla fede, occupano posti importanti e volontariamente traghettano l’umanità lontano dalle secche del diavolo.

Io sono certo che in tante parti del mondo sta nascendo, anzi magari già c’è ed è pronto, quel «Ciro» che anticamente ha sciolto il popolo di Israele dall’esilio e che oggi sarà servo di nuove liberazioni. Sarà un politico, uno scienziato, un medico, un semplice sventurato già scartato da tutti? Non lo so. Però mi piacerà pensare che magari anche la cura, o il vaccino, o una intuizione sociale o economica, o anche una idea sul clima, potranno venire dalla genialità di un migrante, di uno scartato dai potenti di questo mondo che si salveranno grazie a chi hanno perseguitato.

Io la salvezza davvero me l’aspetto più da queste possibilità, che sono nel linguaggio della Provvidenza, che dalle certezze del «Cesare» di questo mondo che ha stancato la Storia con le sue millenarie promesse vuote che hanno creato nei secoli fiumi di uomini schiavi e di perseguitati. Grazie Gesù per quel «Ciro tuo servo» che ogni giorno crei e sostieni e che ci hai messo vicino anche se ancora non lo conosciamo. Da lui sta già uscendo la tua futura salvezza e la soluzione a tutte quelle sofferenze create dai grandi ed impacciati governatori terreni che alla fine potranno anche traboccare di potere e ricchezza, ma che senza di Te saranno solo stracolmi di disperazione.

Ci riflettano i grandi Capi e diventino come Ciro strumenti del tuo amore. Ma le tue Parole siano anche un profondo ripensamento sul potere che è nelle mani di ciascuno di noi.

Sia lodato Gesù Cristo


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